Gv 14,21-26 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariòta: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
Il Vangelo di oggi è di quelli che non girano troppo intorno alle cose. Gesù dice: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama».
Che, tradotto senza giri di parole, suona così: puoi dire quello che vuoi, ma alla fine si vede tutto da come vivi.
È una frase semplice, ma se ci pensi un attimo ti mette un po’ in difficoltà. Perché noi siamo bravissimi a dire. Diciamo che vogliamo essere persone migliori, che teniamo agli altri, che vogliamo cambiare certe abitudini. Magari lo dici anche mentre torni da scuola, o mentre sei in pausa a lavoro, o dopo una discussione in famiglia.
Poi però arriva il momento concreto.
La sveglia suona e la spegni cinque volte. Dovevi studiare, ma finisci su TikTok “solo cinque minuti” e diventa un’ora. Dovevi rispondere a quel messaggio importante, ma rimandi perché non hai voglia di affrontarlo. Avevi detto che saresti stato più presente con la tua ragazza, o più paziente con i tuoi, ma poi scatti per una cosa stupida.
E non è che sei cattivo. È che sei umano. Solo che, piano piano, si crea una distanza tra quello che dici di essere e quello che vivi davvero.
E lì nasce quella sensazione strana, come se qualcosa non tornasse.
Gesù oggi va dritto proprio lì. Non dice “chi mi ama mi pensa”, o “chi mi ama prova qualcosa di bello”. Dice “chi mi ama osserva”. Cioè mette in pratica, anche quando non gli viene spontaneo, anche quando costa.
Perché la verità è che l’amore si vede nelle scelte piccole, non nei grandi discorsi.
Si vede quando sei stanco ma fai comunque quello che sai essere giusto. Quando eviti di rispondere male, anche se ne avresti tutte le ragioni. Quando mantieni una promessa anche se nessuno ti controlla. Quando scegli di non fare una cosa che sai che, alla lunga, ti svuota.
Non sono cose epiche. Non le vede nessuno. Ma costruiscono chi sei.
E poi Gesù aggiunge una cosa che, detta così, sembra quasi esagerata: «Noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui».
Come a dire: se inizi a vivere così, non stai solo “migliorando la tua vita”. Stai facendo spazio a qualcosa di più grande dentro di te. Una presenza, non un’idea.
Il problema è che spesso vogliamo quella presenza, quella pace, quella chiarezza… senza cambiare davvero niente. Un po’ come quando vuoi risultati in palestra senza allenarti, o voti migliori senza studiare, o relazioni sane senza metterti in gioco.
Non funziona.
A un certo punto devi scegliere se restare nelle parole o passare ai fatti.
E non serve fare rivoluzioni oggi. Basta una cosa fatta bene. Una scelta coerente. Una piccola decisione che va nella direzione giusta.
Perché è lì che cambia tutto.
Allora la domanda è semplice: oggi stai vivendo quello che dici… o stai solo rimandando?
Coraggio, Dio ti ama.
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