Qual è la tua priorità?

Mc 12,28b-34 In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Nel Vangelo di oggi uno scriba si avvicina a Gesù e gli pone una domanda che sembra semplice: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?»

Non chiede quali siano i più importanti. Non chiede una classifica. Non chiede una lista. Chiede quale sia il primo.

E forse è una domanda che abbiamo smesso di farci. Viviamo infatti in un’epoca piena di priorità.

Lavoro. Salute. Palestra. Famiglia. Soldi. Investimenti. Crescita personale. Tempo libero. Social. Progetti.

Tutto sembra importante.

Ma proprio perché tutto è importante, rischiamo di perdere ciò che conta davvero.

Quando tutto è importante, niente è davvero importante

Molti giovani oggi vivono con la sensazione di rincorrere continuamente qualcosa. La giornata inizia già in ritardo. Notifiche. Email. Messaggi. Scadenze. Allenamenti. Impegni. Obiettivi.

La sensazione costante è quella di avere troppe cose da fare e troppo poco tempo.

Ma il problema spesso non è la quantità di impegni. È la mancanza di un centro.

Pensa a una nave. Può avere il motore più potente del mondo. Ma se non sa dove andare, consumerà carburante senza arrivare da nessuna parte.

Anche noi rischiamo di vivere così. Molto movimento. Molta attività. Molta fatica. Ma poca direzione.

La differenza tra LE priorità e LA priorità

Questo è il punto centrale del Vangelo. Noi ragioniamo al plurale. Gesù risponde al singolare.

Lo scriba chiede: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?»

E Gesù risponde: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza».

In altre parole: trova il centro.

Trova ciò che orienta tutto il resto. Perché una vita cambia quando scopre la sua priorità. Non quando aggiunge l’ennesimo obiettivo alla lista.

Ciò che metti al primo posto finisce per governarti

Tutti hanno una priorità. Anche chi dice di non averne. La domanda è semplicemente: qual è?

Per alcuni è il lavoro. Non c’è nulla di male nel lavorare. Ma quando il lavoro diventa il centro, tutto il resto inizia a ruotargli attorno. Si sacrificano amicizie. Famiglia. Salute. Fede. Riposo.

E senza accorgersene si finisce per vivere per lavorare invece di lavorare per vivere.

Per altri la priorità è il denaro. Ogni scelta viene filtrata attraverso una sola domanda: “Quanto mi conviene?” Ma il denaro è un ottimo servitore e un pessimo padrone. Perché non dice mai: “Basta così.”

Per altri ancora la priorità è l’approvazione. Vivono per essere apprezzati. Scelti. Ammirati. Riconosciuti. Un complimento li fa volare. Una critica li distrugge. Perché hanno consegnato il loro valore nelle mani degli altri.

Perché siamo così stanchi?

Forse una delle grandi malattie della nostra generazione non è la mancanza di tempo. È la frammentazione. Abbiamo il cuore diviso. La mente divisa. L’attenzione divisa. Le energie divise.

Passiamo continuamente da una cosa all’altra. Da un video a un messaggio. Da un progetto a un altro. Da un desiderio a quello successivo. E alla fine della giornata siamo esausti.

Non perché abbiamo fatto troppo. Ma perché abbiamo disperso tutto. Gesù oggi propone una strada diversa. Unificare. Orientare. Mettere ordine.

Trovare un centro capace di dare senso a tutto il resto.

Amare Dio non significa trascurare il resto

Qui molti si fermano. Pensano che mettere Dio al primo posto significhi trascurare il lavoro, la famiglia o i propri sogni.

Ma Gesù non sta chiedendo di amare meno le altre cose. Sta chiedendo di amarle nel modo giusto.

Quando Dio è al centro, il lavoro non diventa un idolo. Diventa un servizio.

Il denaro non diventa uno scopo. Diventa uno strumento.

Le relazioni non diventano una dipendenza. Diventano un dono.

Dio non toglie significato alle cose della vita. Le rimette al loro posto.

E il prossimo?

Subito dopo Gesù aggiunge: «Amerai il prossimo come te stesso». È interessante. Prima viene il centro. Poi viene la relazione.

Perché senza un centro rischiamo di usare gli altri invece di amarli.

Quante volte cerchiamo negli altri ciò che solo Dio può darci?

Cerchiamo qualcuno che ci faccia sentire importanti. Qualcuno che riempia il nostro vuoto. Qualcuno che elimini le nostre paure. Qualcuno che ci faccia sentire completi.

Ma nessuna persona può portare un peso così grande. Per questo l’amore spesso si trasforma in possesso. In controllo. In dipendenza. In delusione.

Solo chi ha trovato il proprio centro può amare davvero. Perché non chiede agli altri di salvarlo.

La domanda che cambia una vita

Forse allora il Vangelo di oggi ci lascia una domanda molto più scomoda di quanto sembri. Non: “Quali sono le tue priorità?”

Ma: “Qual è la tua priorità?”

Qual è quella cosa che orienta le tue decisioni? Che guida i tuoi sacrifici? Che occupa i tuoi pensieri quando nessuno ti guarda? Che decide come spendi il tuo tempo?

Perché alla fine tutti stiamo costruendo la nostra vita attorno a qualcosa. La domanda è se quel qualcosa merita davvero il primo posto.

Gesù oggi non ti chiede di aggiungere un’altra attività alla tua agenda. Ti chiede di trovare il centro attorno a cui tutta la tua vita può finalmente trovare ordine. E quando il centro è giusto, anche tutto il resto inizia a trovare il proprio posto.

Coraggio, Dio ti ama.


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