Gv 17,11b-19 In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».
Nel Vangelo di oggi Gesù dice una frase che sembra strana, quasi contraddittoria: «Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno».
Che tradotto nella nostra vita significa una cosa enorme: Dio non vuole tirarti fuori dalla realtà.
Non vuole che tu scappi dal mondo, dalle persone, dal lavoro, dalle relazioni, dai problemi.
Vuole che tu non perda te stesso dentro tutto questo.
Ed è molto diverso.
Perché il problema oggi non è vivere nel mondo. Il problema è che il mondo, lentamente, rischia di mangiarti dentro.
Senza che tu te ne accorga. Succede piano.
Inizi a misurare il tuo valore da quanto produci. Poi da quante attenzioni ricevi. Poi da quanto piaci agli altri. Poi da quanto sembri felice (anche online).
E lentamente smetti di chiederti: “Chi sto diventando davvero?”
Gesù oggi dice: «Essi non sono del mondo».
E forse questa frase tocca tantissime persone più di quanto pensino.
Perché molti oggi si sentono fuori posto.
Guardano certe dinamiche e pensano: “Possibile che la vita sia solo questo?”
Relazioni sempre più superficiali. Persone incapaci di restare. Bisogno continuo di apparire. Ironia usata per non essere mai profondi davvero. Cinismo spacciato per maturità.
E allora magari ti senti strano perché certe cose non ti bastano più.
Magari sei in mezzo agli altri… ma senti che qualcosa non torna.
Esci, ridi, lavori, fai quello che fanno tutti… ma dentro hai la sensazione che la vita debba essere qualcosa di più.
E forse non è un difetto.
Forse è proprio il segno che non vuoi perderti.
Il problema è che oggi adattarsi è facilissimo. Talmente facile che spesso nemmeno ce ne accorgiamo.
Ti abitui a parlare come parlano tutti. A desiderare quello che desiderano tutti. A inseguire gli stessi obiettivi.
E lentamente inizi a vivere in automatico.
Poi Gesù dice una frase fortissima: «Custodiscili dal Maligno».
E qui bisogna stare attenti.
Perché il male oggi raramente si presenta come qualcosa di evidentemente oscuro. Anzi.
Spesso si presenta come qualcosa di normalissimo.
Il male oggi può essere: una vita completamente superficiale che ti svuota lentamente.
Può essere la dipendenza continua da approvazione.
Può essere non riuscire più a stare cinque minuti da solo senza prendere il telefono.
Può essere una relazione tossica che chiami amore solo perché hai paura di restare solo.
Può essere il cinismo: quel modo di vivere dove non credi più davvero in niente per non rischiare di soffrire.
E il problema più grande è che tante cose ci distruggono lentamente… mentre tutti le chiamano normali.
Gesù però non chiede al Padre: “portali via dal mondo”.
Perché il cristianesimo non è scappare dalla vita vera.
Non è vivere chiusi in una bolla spirituale.
È stare dentro il mondo senza lasciare che il mondo decida chi sei. Che significa una cosa molto concreta oggi.
Puoi usare i social senza vivere per approvazione. Puoi lavorare tanto senza trasformarti in una macchina. Puoi avere ambizioni senza perdere l’anima. Puoi amare qualcuno senza consumarlo per riempire i tuoi vuoti.
Poi Gesù dice: «Consacrali nella verità».
E qui tocchiamo un punto enorme. Perché oggi tutti parlano di autenticità.
“Sii te stesso.” “Segui ciò che senti.” “Non cambiare per nessuno.”
Ma non tutto quello che senti ti rende libero.
A volte quello che senti nasce dalle tue ferite, dalle tue paure, dalle tue dipendenze.
La verità non serve a farti sentire comodo. Serve a renderti libero davvero.
E la verità spesso fa male all’inizio. Perché ti costringe a guardare cose che normalmente copri con distrazioni.
Ti obbliga a chiederti: questa vita mi sta nutrendo… o mi sta consumando?
Queste relazioni mi stanno facendo crescere… o mi stanno svuotando?
Sto vivendo davvero… o sto solo cercando di non sentire il vuoto?
Forse allora il punto del Vangelo di oggi è questo: Gesù non sta chiedendo che tu venga tolto dal caos del mondo.
Sta chiedendo che tu non venga perso dentro quel caos.
Perché puoi avere successo, relazioni, soldi, approvazione… e perdere comunque te stesso.
E alla fine questa è una delle tragedie più grandi che possano capitare a una persona.
Coraggio, Dio ti ama.
Il problema non è il mondo. È perderti dentro il mondo.
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