Gv 16,12-15 In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Nel Vangelo di oggi Gesù dice una frase che, se ci pensi davvero, è incredibilmente umana: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso».
È come se dicesse: “Ci sono verità che oggi non riusciresti a sostenere”.
E questa cosa ci manda in crisi.
Perché noi vogliamo sapere tutto subito.
Subito se una relazione durerà. Subito se stai facendo la scelta giusta. Subito se quel lavoro ti renderà felice o ti farà perdere anni. Subito sapere perché una persona è uscita dalla tua vita. Subito sapere se andrà tutto bene.
Viviamo così.
Con questa ossessione continua di anticipare il futuro per sentirci al sicuro.
Ed è strano, perché facciamo una cosa che, se ci pensi bene, è un paradosso enorme: diciamo di voler vivere il presente… ma passiamo il tempo a voler controllare il futuro.
È un po’ come guardare un film saltando direttamente all’ultima scena.
Sì, sapresti come finisce. Ma ti perderesti tutto ciò che dava senso alla storia.
I passaggi. Le trasformazioni. I momenti che cambiano i personaggi.
E forse è proprio questo il problema: noi vogliamo le risposte senza voler attraversare il cammino.
Pensaci.
Se a 18 anni qualcuno ti avesse mostrato tutte le delusioni che avresti vissuto, forse non avresti avuto il coraggio di iniziare certe relazioni.
Se anni fa avessi saputo quanto ti avrebbe fatto male una determinata situazione, probabilmente avresti cercato di evitarla.
Eppure proprio alcune di quelle cose ti hanno cambiato. Ti hanno reso più profondo. Più umano. Più vero.
Noi immaginiamo la verità come un’informazione.
Gesù invece oggi la presenta quasi come un peso.
«Non siete capaci di portarne il peso».
E questa parola è fortissima.
Perché significa che la verità non è solo qualcosa da capire. È qualcosa da sostenere.
Ci sono verità che dette troppo presto schiacciano.
Pensa a un bambino che vuole guidare una macchina.
Magari è intelligentissimo. Magari gli spieghi perfettamente come funziona.
Ma non basta sapere.
Serve maturità. Serve esperienza. Serve capacità di reggere la responsabilità di quello che hai tra le mani.
Altrimenti fai danni.
E forse tante volte siamo così anche noi.
Vogliamo risposte immediate su cose che richiedono crescita interiore.
Vorremmo capire subito il senso di una sofferenza mentre ci siamo ancora dentro. Vorremmo avere chiarezza su chi siamo mentre stiamo ancora cambiando.
Ma alcune cose puoi comprenderle solo dopo averle attraversate.
Il problema è che oggi siamo disabituati all’attesa.
Abbiamo tutto immediatamente: messaggi, video, serie, acquisti, contenuti.
E allora pretendiamo che anche la vita interiore funzioni così.
Ma non funziona.
La crescita non è immediata. La maturità non è immediata. La guarigione non è immediata.
E neanche la verità lo è.
Gesù infatti non dice: “vi spiegherò tutto subito”.
Dice: «Lo Spirito della verità vi guiderà».
Guidare è diverso.
Una guida non ti teletrasporta alla fine del percorso. Cammina con te.
E a volte ti fa vedere solo il passo successivo, non tutta la strada.
Questa cosa è difficilissima da accettare soprattutto nei momenti di confusione.
Quando una relazione finisce e vorresti capire immediatamente perché. Quando ti senti perso nel lavoro e vuoi una risposta definitiva sul tuo futuro. Quando stai male e vorresti sapere quando passerà.
Ma forse alcune risposte arrivano solo dopo.
Non perché Dio si diverta a nascondertele. Ma perché prima devi diventare la persona capace di sostenerle.
E allora forse la domanda giusta oggi non è: “Quando capirò tutto?”
Ma: “Sto imparando a fidarmi anche mentre non capisco tutto?”
Perché la vita non si costruisce controllando ogni passaggio.
Si costruisce camminando.
Coraggio, Dio ti ama.
Vuoi capire tutto subito. Ma forse ti distruggerebbe.
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