Gv 15,18-21 In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».
Nel Vangelo di oggi Gesù dice una cosa che, se presa sul serio, cambia completamente il modo in cui guardi la tua vita: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me».
Non è una frase simbolica. È concreta. E riguarda esattamente la vita che stai vivendo oggi.
Perché se sei giovane, lavori, stai costruendo qualcosa, sai bene quanto pesa una cosa: essere accettato.
Vuoi andare d’accordo con i colleghi.
Vuoi sentirti parte di un gruppo.
Vuoi evitare di essere quello “strano”.E allora, piano piano, inizi ad adattarti.
Ridi a battute che non ti fanno ridere. Stai zitto quando sai che qualcosa non è giusto. Accetti dinamiche che dentro non ti convincono, ma “così fan tutti”.
Sul lavoro magari vedi scorciatoie, piccole bugie, modi di fare che non ti rappresentano. Ma ti dici: “non posso mettermi contro tutti”.
E così ti adegui.
Un po’ alla volta. Senza nemmeno accorgertene.
Gesù oggi ti dice una verità scomoda: se fossi come tutti, saresti accettato da tutti.
Il problema è che non sei fatto per quello. E lo senti.
Lo senti quando torni a casa e hai quella sensazione strana, come se qualcosa non tornasse. Come se stessi vivendo a metà.
Poi dice: «Un servo non è più grande del suo padrone». Tradotto: se hanno rifiutato me, succederà anche a te.
E qui crolla un’illusione che abbiamo tutti.
Pensiamo di poter essere coerenti… ma anche approvati, veri… ma senza pagare il prezzo, diversi… ma senza sentirci soli.
Non funziona così.
Se scegli di vivere davvero, prima o poi qualcuno non capirà. Qualcuno ti giudicherà. Qualcuno si allontanerà.
E fa male.
Perché nessuno vuole sentirsi fuori posto.
Ma c’è una cosa che nessuno ti dice.
Il problema non è che sei sbagliato. È che non ti stai adeguando.
E questo, in un mondo dove tutti si adeguano, dà fastidio.
Poi Gesù chiude con una frase che cambia prospettiva:
«Faranno tutto questo… perché non conoscono». Cioè: non è contro di te.
Chi ti prende in giro, chi non capisce le tue scelte, chi ti guarda strano… non sta vedendo quello che vedi tu.
Sta vivendo con un’altra misura.
E allora reagisce così.
E qui sta il punto decisivo. Puoi scegliere di abbassarti per essere accettato. Oppure puoi restare in piedi, anche se costa.
La prima scelta ti dà tranquillità subito… ma ti svuota nel tempo.
La seconda ti mette in difficoltà… ma ti rende vero.
Alla fine, la domanda è semplice: vuoi essere uno che si adatta… o uno che vive davvero?
Coraggio, Dio ti ama.
Se piaci a tutti, c’è un problema
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